Blackburn 1995: il campione più improbabile d'Inghilterra
In trentaquattro stagioni di Premier League solo sette club sono stati campioni. Cinque sono i soliti sospetti. Gli altri due sono il Leicester del 2016 e una squadra che nel 1991 aveva appena chiuso diciannovesima nella seconda divisione inglese: il Blackburn Rovers.
L'uomo dell'acciaio
Jack Walker nacque a Blackburn nel 1929 e nel 1951 ereditò la piccola attività di famiglia nella lavorazione della lamiera. La trasformò in Walkersteel e nel 1989 la vendette alla British Steel per una cifra che le fonti collocano tra i 330 e i 360 milioni di sterline, una delle più alte mai pagate per un'azienda privata britannica. Nel 1991 comprò il club della sua città.
Quello che trovò non invitava all'ottimismo. I Rovers erano fuori dalla prima divisione da ventisei anni — erano retrocessi nel 1966 — e avevano appena firmato un diciannovesimo posto in Second Division. Nei suoi primi tre anni da azionista di maggioranza, Walker spese circa 25 milioni in acquisti, più di Liverpool o Manchester United nello stesso periodo, e oltre 20 per rifare Ewood Park fino a poco più di 30.000 posti. I ricavi del club passarono da 1,4 milioni nel 1990/91 a 14,1 nel 1994/95.
Ma l'ingaggio che cambiò tutto non fu quello di un giocatore. Il 12 ottobre 1991 Kenny Dalglish accettò di allenare una squadra di seconda divisione. Otto mesi prima si era dimesso dal Liverpool, dove da giocatore-allenatore aveva vinto tre campionati e due FA Cup. In Inghilterra nessuno capì la decisione.
Da Wembley alla Premier League
La promozione arrivò per la strada lunga. Sesti in campionato con 74 punti, play-off, e finale a Wembley il 25 maggio 1992 contro il Leicester City, che aveva chiuso davanti. Vinse il Blackburn 1-0 con un rigore di Mike Newell al minuto 45, davanti a 68.147 spettatori. Furono gli ultimi vincitori dei play-off di Second Division: quell'estate nasceva la Premier League e loro entrarono giusto in tempo nella spartizione.
E allora Walker aprì del tutto il libretto degli assegni. Tre acquisti, tre record britannici:
- Alan Shearer, luglio 1992, 3,6 milioni dal Southampton: record britannico, superati i 2,9 che il Liverpool aveva pagato per Dean Saunders.
- Tim Flowers, novembre 1993, 2,4 milioni: record britannico per un portiere.
- Chris Sutton, luglio 1994, 5 milioni dal Norwich: di nuovo record britannico e primo trasferimento da cinque milioni tra due club britannici.
- Intorno a loro, un blocco molto meno rumoroso: Colin Hendry, Tim Sherwood da capitano, Graeme Le Saux, David Batty, Stuart Ripley e Henning Berg.
Shearer e Sutton diventarono il SAS. Nel 1994/95 segnarono 49 gol in campionato in due — 34 il primo, 15 il secondo — e si servirono a vicenda tredici volte. Quel dato di coppia resistette come record della Premier League finché Kane e Son arrivarono a quattordici nel 2020/21, e resta il migliore di una squadra campione. I 34 di Shearer eguagliarono il record di Andy Cole per una stagione da 42 giornate; si prese la Scarpa d'Oro e il premio di miglior giocatore votato dai suoi stessi colleghi.
Un anno da 42 partite e nient'altro
La stagione ebbe un vantaggio che quasi nessuno aveva previsto. Il Blackburn esordì in Europa nella Coppa UEFA 1994/95 e durò due partite: perse 0-1 in casa contro gli svedesi del Trelleborgs il 13 settembre e pareggiò 2-2 in Svezia il 27, eliminato con il 3-2 complessivo. Un'umiliazione con un effetto collaterale niente affatto secondario: l'agenda infrasettimanale si svuotò di colpo.
Nemmeno le coppe nazionali durarono. Fuori dalla League Cup in casa contro il Liverpool (1-3) il 30 novembre, e fuori dalla FA Cup al terzo turno dopo l'1-1 a Newcastle e l'1-2 nella ripetizione a Ewood il 18 gennaio. Tutta l'annata si ridusse a 42 partite di campionato, mentre il Manchester United distribuiva gambe tra Champions League e coppe.
Ewood Park fece il resto: 17 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte in casa, con 54 gol fatti e 21 subiti. La cosa curiosa è che lo United ebbe la miglior difesa del campionato — solo quattro gol incassati a Old Trafford in tutto l'anno — e perse comunque il titolo.
L'ultimo giorno
Arrivarono all'ultima giornata due punti avanti, ma con una differenza reti peggiore. Il conto era semplice: allo United bastava vincere a West Ham purché il Blackburn non vincesse ad Anfield. Nove giorni prima il Blackburn aveva battuto 1-0 il Newcastle con un colpo di testa di Shearer, la sera dopo che Alex Ferguson aveva messo pubblicamente in dubbio che quella squadra avesse il carattere per reggere. Tim Flowers rispose davanti alle telecamere con un discorso che in Inghilterra si cita ancora, ripetendo cinque volte la parola «bottle».
Il 14 maggio 1995, davanti a 40.014 spettatori ad Anfield, Shearer portò avanti il Blackburn al minuto 20: il suo gol numero 34, quello del record. John Barnes pareggiò al 64. E nel finale Jamie Redknapp infilò una punizione diretta che ribaltò la partita. Il Blackburn perse 2-1 e il titolo restò, per qualche minuto lunghissimo, in mani altrui.
A Londra, Michael Hughes aveva portato avanti il West Ham al 31 e Brian McClair aveva pareggiato al 52. Poi arrivò mezz'ora di assedio e di parate di Luděk Mikloško. Lo United non trovò mai il secondo gol. Il Blackburn perse la sua partita, perse tre delle ultime sette — compresa una delle sue due uniche sconfitte in casa, un 2-3 con il Manchester City — e fu campione lo stesso per un punto: 89 a 88.
"Ottantun anni dopo il suo ultimo titolo di campionato e sessantasette dopo il suo ultimo trofeo, il Blackburn era campione d'Inghilterra."
Quello che venne dopo
Dalglish salì a direttore sportivo nel giugno 1995 e lasciò la panchina al suo vice, Ray Harford. La prima Champions League del club finì nella fase a gironi, dietro Spartak, Legia e Rosenborg, e il campionato si fermò al settimo posto. Shearer se ne andò al Newcastle il 30 luglio 1996 per 15 milioni, record mondiale.
Poi: tredicesimi nel 1996/97, sesti con Roy Hodgson nel 1997/98 e retrocessione nel 1998/99 con 35 punti, quattro stagioni dopo aver vinto il campionato. Nei trent'anni successivi solo un altro club ha rotto il monopolio, il Leicester del 2016. La Premier League 2025/26 l'ha vinta l'Arsenal con 85 punti, sette davanti al City.
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