Mercato Premier League 2026: record e il tetto dell'85%
Il mercato della Premier League ha dettato ancora una volta il ritmo dell'estate europea, solo che stavolta lo ha fatto con regole nuove sul tavolo. La finestra inglese ha aperto il 15 giugno e non chiude fino a martedì 1 settembre alle 23:00, e in meno di due mesi ha prodotto due record britannici consecutivi, un record di club del Tottenham battuto due volte e la più grande cessione di rosa che si ricordi a Newcastle. Sullo sfondo, la prima estate con lo Squad Cost Ratio pienamente in vigore.
Le date: quando ha aperto e quando chiude la finestra
La finestra si è aperta lunedì 15 giugno 2026 e si chiude martedì 1 settembre alle 23:00, ora britannica. Il dettaglio dell'orario non è secondario: dopo due estati con chiusura alle 19:00, la Premier League e la EFL recuperano le undici di sera, con il consueto margine di due ore per completare le pratiche se il foglio d'accordo è stato depositato nei tempi.
La stagione, invece, comincia prima della chiusura. La Premier League 2026-27 parte venerdì 21 agosto con l'Arsenal contro il Coventry City e finirà domenica 30 maggio 2027. Detto altrimenti: i club giocheranno almeno due giornate con il mercato ancora aperto. Le promosse sono il Coventry City, campione della Championship, l'Ipswich Town, secondo, e l'Hull City, che ha vinto il play-off contro il Middlesbrough a Wembley il 23 maggio.
Lo Squad Cost Ratio, la cornice che condiziona tutto
Lo Squad Cost Ratio sostituisce le Profit and Sustainability Rules. I club hanno approvato il cambiamento nel novembre 2025 con quattordici voti a favore, il minimo necessario per modificare il regolamento, e nella stessa riunione hanno respinto una proposta che avrebbe introdotto un tetto salariale. La scorsa stagione il sistema ha funzionato in parallelo, in modalità ombra e senza sanzioni; dal 2026-27 si applica davvero.
- La soglia verde limita la spesa per la rosa all'85 per cento dei ricavi calcistici del club
- La soglia rossa si colloca al 115 per cento: superarla non si paga più con il denaro, ma con i punti
- Contano gli stipendi dei giocatori e dell'allenatore principale, le commissioni degli agenti e l'ammortamento dei trasferimenti
- Non contano il personale amministrativo, quello commerciale né gli allenatori in seconda
- Sforare la soglia rossa comporta sei punti di penalizzazione, più uno per ogni 6,5 milioni di sterline di eccesso
- La norma è uguale per tutti, promosse comprese, anche se il loro calcolo dei ricavi viene corretto al rialzo
C'è una sfumatura importante per questa stagione: le tasse economiche per restare fra l'85 e il 115 per cento non cominceranno a essere riscosse fino al 2027-28. Insieme allo SCR entra in vigore anche il pacchetto Sustainability and Systemic Resilience, e la lega ha chiuso lo spiraglio che permetteva di gonfiare i ricavi vendendo asset a società collegate al proprietario. In pratica, l'estate del 2026 è la prima in cui la spesa viene misurata sul fatturato reale di ogni club.
I trasferimenti che hanno segnato l'estate
Con quella cornice addosso, la spesa non è calata: si è concentrata. Cinque operazioni spiegano quasi tutta la conversazione dell'estate inglese, e quattro di esse si sono chiuse fra club della stessa Premier League, il che rafforza l'idea di un mercato sempre più endogamico.
- Morgan Rogers, dall'Aston Villa al Chelsea per 117 milioni di sterline: record britannico, giocatore britannico più caro della storia e contratto di sette anni
- Elliot Anderson, dal Nottingham Forest al Manchester City per 116 milioni fissi e senza bonus; è stato record britannico per qualche settimana
- Sandro Tonali, dal Newcastle al Tottenham per 92,5 milioni più 7,5 di bonus, fino a un totale di 100: record degli Spurs
- Mateus Fernandes, dal West Ham al Tottenham per 85 milioni, record del club battuto appena qualche settimana dopo dallo stesso Tonali
- Bruno Guimaraes, dal Newcastle all'Arsenal per 75 milioni, annunciato l'8 agosto con contratto di quattro anni e opzione per un altro
Fuori dall'Inghilterra, il trasferimento più caro dell'estate è stato quello di Yan Diomande, dall'RB Lipsia al Real Madrid, intorno ai 120 milioni di sterline. Eppure quattro dei cinque movimenti più costosi del mercato europeo hanno avuto un club inglese come acquirente, e in un'altra delle grandi operazioni dell'estate, quella di Anthony Gordon dal Newcastle al Barcellona per circa 70 milioni, un club inglese è stato il venditore.
Club per club: chi ha mosso il mercato
Il Chelsea di Xabi Alonso, che si è insediato il 1 luglio con un contratto di quattro anni, è stato l'acquirente più aggressivo insieme al Tottenham. Oltre a Rogers ha aggiunto il centrale Maxence Lacroix dal Crystal Palace, l'esterno Geovany Quenda dallo Sporting Lisbona e il terzino Marco Palestra dall'Atalanta, tre operazioni che si muovono nella forbice fra i quaranta e i cinquanta milioni ciascuna.
Il Tottenham di Roberto De Zerbi ha ricostruito il centrocampo con Tonali e Fernandes e ha aggiunto il centrale Jan Paul van Hecke dal Brighton per circa 52 milioni. Il Manchester City ha messo 116 milioni su Anderson e ha ceduto il portiere James Trafford al Leeds United. Il Manchester United ha preso Andrey Santos dal Chelsea e Youri Tielemans dall'Aston Villa per 35 milioni, e ha piazzato Rasmus Hojlund al Napoli.
L'Arsenal campione ha risposto con Bruno Guimaraes, il centrale Piero Hincapié dal Bayer Leverkusen e l'esterno Christos Tzolis dal Bruges. Il Liverpool ha puntato sulla gioventù con il centrale Jeremy Jacquet dal Rennes e il mediano Víctor Muñoz dall'Osasuna per 34,5 milioni. L'Aston Villa, che ha venduto Rogers e Tielemans, ha reinvestito sullo svizzero Johan Manzambi e su Joao Gomes. E il Brentford ha pagato quasi 39 milioni per Mamadou Sangaré, del Lens.
Newcastle, il grande venditore dell'estate
Il caso del Newcastle merita un capitolo a parte. In una sola estate ha ceduto Sandro Tonali al Tottenham, Bruno Guimaraes all'Arsenal e Anthony Gordon al Barcellona, e ha superato i 240 milioni di sterline in vendite. Parte di quel denaro è già uscito di nuovo: l'esterno Bazoumana Touré è arrivato dall'Hoffenheim per poco più di 42 milioni. È il tipo di operazione che il nuovo regolamento premia, perché le plusvalenze da cessioni restano la via più pulita per guadagnare margine sotto la soglia dell'85 per cento.
Che cosa resta davanti
Restano poco più di tre settimane di mercato. Quello inglese chiude il 1 settembre alle 23:00; quello spagnolo, lo stesso giorno alle 22:59; quello italiano, sempre il 1 settembre; quello tedesco, il 31 agosto. A quel punto la Premier League avrà già giocato due giornate, quindi la fotografia delle rose del 21 agosto non sarà quella definitiva. E con lo Squad Cost Ratio che debutta sul serio, la cosa interessante non sarà solo chi firma, ma chi riesce a firmare senza avvicinarsi all'85 per cento.
"Due record britannici in cinque settimane e un tetto dell'85 per cento: l'estate del 2026 ha dimostrato che spendere resta possibile, ma non è più gratis."
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