Le nuove regole della Premier League per il 2026/27
La Premier League 2026/27 parte il 21 agosto con una manciata di regole nuove che si vedranno in ogni partita, non nelle stanze dei bottoni. E con altrettante che tutti danno per nuove ma sono in vigore da un anno. Vale la pena tenere separate le due cose.
Cosa cambia sul campo
Le modifiche sono state approvate dall'IFAB, l'organismo che scrive le regole del calcio, nell'assemblea del 28 febbraio 2026, e sono entrate in vigore il 1 luglio. La data è stata spostata dal 1 giugno di proposito, per lasciare più margine di adattamento a giocatori, allenatori e arbitri.
La più visibile è il conto alla rovescia. Quando l'arbitro riterrà che ci sia un ritardo deliberato su una rimessa laterale o su un rinvio dal fondo, segnalerà con la mano un conteggio visibile di cinque secondi. Se al termine il pallone non è in gioco scatta la punizione, e la punizione dipende dal tipo di ripresa del gioco:
- Rimessa laterale: la rimessa passa alla squadra avversaria.
- Rinvio dal fondo: calcio d'angolo per gli avversari.
- Sostituzione: il giocatore ha dieci secondi per uscire dal campo da quando viene alzato il cartellino; altrimenti il suo sostituto aspetta la prima interruzione dopo un minuto di gioco.
- Cure mediche sul terreno di gioco: il giocatore deve uscire e restare fuori un minuto di gioco effettivo dalla ripresa.
Quella sulle cure mediche non è una regola inventata da zero, è un inasprimento: prima erano trenta secondi, adesso è il doppio.
Il VAR entra dove prima non poteva
Ci sono due nuovi casi in cui il VAR può intervenire. Il primo è un'espulsione per seconda ammonizione chiaramente sbagliata: fino a oggi, se l'arbitro estraeva male il secondo cartellino, nessuno poteva correggerlo. Il secondo è lo scambio di persona, quando l'arbitro ammonisce un giocatore diverso da quello che ha commesso il fallo.
Un terzo caso, la revisione di un calcio d'angolo assegnato per errore, è rimasto come opzione per ogni competizione e non come norma obbligatoria. E qui conviene essere precisi: la Premier League ha fatto sapere che non adotta nessuna delle opzioni facoltative, quella compresa. Quindi in Inghilterra il VAR non rivedrà i corner.
Quello che la Premier aggiunge di suo
Oltre alle regole dell'IFAB, la lega inglese ha pubblicato i propri criteri arbitrali per la stagione, e questi sono i punti concreti che ha voluto segnalare:
- Tirate di capelli: rosso se l'azione è netta, deliberata e con forza eccessiva o brutalità; giallo se non arriva a quel livello.
- Trattenute sui calci d'angolo: verrà punito il difensore che guarda chiaramente l'avversario e non il pallone.
- Interventi sul portiere: fallo quando l'attaccante compie un'azione senza reale intenzione di giocare il pallone.
- L'arbitro spiegherà dagli altoparlanti dello stadio le decisioni prese dopo una revisione al VAR.
Quello che NON è nuovo, anche se sembra
La regola degli otto secondi del portiere è entrata in vigore nel 2025/26, non adesso. Se il portiere trattiene il pallone con le mani per più di otto secondi, gli avversari battono un calcio d'angolo, una punizione che ha sostituito il vecchio calcio indiretto che non veniva fischiato mai. Quella norma usava già un conto alla rovescia visivo negli ultimi cinque secondi, quindi il 2026/27 non inventa il gesto: lo estende alle rimesse laterali e ai rinvii dal fondo.
Non è nuova nemmeno la tecnologia semiautomatica del fuorigioco, che la Premier ha inaugurato alla giornata 32 del 2024/25 e che fa risparmiare circa ventisette secondi per ogni fuorigioco controllato.
E ce n'è una che viene raccontata male: la norma per cui solo il capitano può rivolgersi all'arbitro non è obbligatoria in questa stagione. L'IFAB la fissa come protocollo obbligatorio a partire dal 1 luglio 2027.
E i soldi: addio al PSR
Fuori dal campo il cambiamento è più grosso. Le regole di redditività e sostenibilità, il famoso PSR con il suo limite di perdite di 105 milioni in tre anni, spariscono. I club hanno approvato il sostituto nel novembre 2025 con quattordici voti contro sei, ha funzionato in prova durante il 2025/26 e questa è la sua prima stagione pienamente in vigore.
Lo Squad Cost Ratio misura un'altra cosa: quale percentuale dei ricavi calcistici finisce nella rosa, tra stipendi, ammortamento dei cartellini e commissioni. Il limite è l'85%, con un margine di trenta punti che lo porta fino al 115%, e quel margine è uguale per tutti, neopromosse comprese. I club impegnati nelle coppe europee devono rispettare anche il 70% che pretende la UEFA.
Superare l'85% restando dentro il margine significa una multa in denaro. Sforare il 115% vale sei punti di penalizzazione fissi, più un punto in più ogni 6,5 milioni di eccedenza. E c'è un meccanismo che punisce la recidiva: se un club supera l'85%, il suo margine dell'anno successivo viene ridotto della stessa percentuale dello sforamento.
Il cambiamento di fondo, però, è il quando si guarda. Il PSR controllava le perdite di tre anni all'indietro, quando il danno era ormai fatto. Il nuovo sistema controlla durante la stagione, con un test il 1 marzo, un monitoraggio a ottobre e una verifica dei conti a giugno.
"Nessuna di queste regole cambia il modo in cui si segna un gol. Tutte cambiano quanto tempo passa prima di tornare a giocare."
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